Sull’emblematico altopiano di Gergovia, nel cuore del territorio francese e dei suoi maestosi paesaggi vulcanici, il Museo archeologico della Battaglia di Gergovia offre ai visitatori una vera e propria full immersion circa la grande vittoria di Vercingetorige sulle legioni di Giulio Cesare durante la campagnia in Gallia (De Bello Gallico)
Museo Gergovia_video interattivo della battaglia
Museo Gergovia_video interattivo della battaglia
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Museo Gergovia_Soldato romano

Un museo di nuova generazione nel cuore dell’Alvernia

Degno successore della Casa di Gergovia, il Museo Archeologico della Battaglia propone spazi interamente rinnovati e una superficie espositiva tre volte più ampia per raccontare la storia dell’altopiano di Gergovia nelle migliori condizioni.
Ciò che offre è molto più di una visita, essendo un percorso dinamico e interattivo. Gli spazi guidano il visitatore tra grafici, plastici, modellini, reperti archeologici e attività multimediali, per terminare in una sala audiovisiva che immerge il visitatore nella celebre battaglia che oppose nel 52 a.C. i Galli ai Romani.
Il percorso permette ugualmente di scoprire la storia del mondo celtico, in Alvernia e più in generale in Europa, ma anche le origini geologiche dell’altopiano di Gergovia e dei paesaggi circostanti, in particolare la Catena dei Puys e la Faglia di Limagne, entrambe iscritte nel 2018 al Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
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Museo Gergovia_soldato gallico

Un sito all’altezza dell’omonimo altopiano

Il Museo Archeologico della Battaglia è la prima tappa di un più ampio progetto di valorizzazione dell’Altopiano di Gergovia che consente a questo straordinario sito naturale di far conoscere meglio la sua storia. Un’ambizione tra tutte: essere annoverato tra più importanti siti francesi dedicati alla storia dei Galli, accanto ad Alesia e Bibracte. Il museo di Gergovia contribuisce così a potenziare l’offerta dei grandi siti turistici d’Alvernia, con l’auspicio di diventare un vettore di attrattività nazionale e internazionale.

Il museo archeologico della battaglia di Gergovia

L’esposizione permanente

Il punto di partenza del museo è la storia della Battaglia di Gergovia che oppose Vercingetorige a Cesare. Ma al visitatore che entra, il Museo Archeologico della Battaglia ha anche tanto altro da raccontare!
Momento saliente della campagna di Gallia, la battaglia di Gergovia ha visto affrontarsi decine di migliaia di uomini, guidati da Giulio Cesare e Vercingetorige, quest’ultimo in chiara superiorità numerica. Il museo di Gergovia permette di (ri)scoprire questo momento storico esponendo armi dell’epoca, plastici, modellini e materiale cartografico, e si conclude con uno spettacolo audiovisivo che immerge il visitatore nel vivo della battaglia.
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Gli Arverni, un popolo fiero ed evoluto

Gli Arverni sono tra le popolazioni della Gallia più citate dagli autori antichi. Occupavano l’attuale Alvernia, ma pochi sanno che possedevano una cultura artistica estremamente raffinata e che il loro territorio era uno dei più densamente popolati di tutta la Gallia. Il museo propone la scoperta di Gergovia, Corent e Gondole, le tre maggiori oppida dell’epoca dei Galli, e permette al visitatore di ammirare la bellezza dei vasi dipinti arverni, dai motivi unici in Europa.
Museo Gergovia - Vaso gallico
Vaso gallico

Gergovia un sito archeologico riscoperto da un italiano

Dimenticato per secoli, il sito di Gergovia è stato portato alla luce nel XVI secolo dal fiorentino Gabriele Simeoni. Il Museo archeologico della battaglia illustra la storia del sito da allora ai giorni nostri, e presenta gli scavi archeologici condotti sull’altopiano.

Un belvedere sull’Alvernia

Dalla Catena dei Puy fino alla Piana di Limagne passando per il massiccio di Sancy e la città di Clermont-Ferrand… il museo di Gergovia ripercorre la formazione del paesaggio Auvergnat attraverso plastici, materiale audiovisivo e panorami mozzafiato!
Museo-Gergovia_belvedere-sui-Puy-con-tavole
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I punti forti della visita

  • Uno spettacolo audio-visivo immersivo: Nella sala centrale, uno spettacolo audiovisivo immersivo con proiezioni su schermo gigante e su plastico monumentale per immergere lo spettatore nel vivo delle peripezie della battaglia di Gergovia.
  • 250 tra reperti e vestigia : Attraverso l’esposizione a tema di oggetti venuti alla luce sul sito di Gergovia, il visitatore prende coscienza della vita quotidiana della città della Gallia: lungi dall’essere un mero campo di battaglia, Gergovia fu un insediamento stabile e il museo ce la mostra nei vari aspetti della vita di tutti i giorni. Il “muro di oggetti” si estende su circa 50 metri ed espone monete, armi, oggetti d’arte, utensili, gioielli…
  • L’interattività: Quasi 30 tra plastici e modellini e 40 animazioni video permettono al visitatore di tuffarsi nel materiale museografico, mentre un’opera digitale su 5 schermi coinvolge i visitatori nella formazione ed evoluzione del paesaggio dell’Alvernia nel corso delle ere geologiche, dalla preistoria ai giorni nostri.
  • Una finestra sul paesaggio: L’altopiano di Gergovia e il paesaggio “arverno” sono parte integrante della proposta museografica. Il visitatore può contemplare il panorama senza uscire dal museo e identificare i luoghi specifici presenti sul percorso.
  • Ricostruzioni spettacolari: Abiti militari, fortificazioni gallo-romane… le ricostruzioni completano la museografica e permettono di tuffarsi ancora di più nella storia.

Informazioni pratiche

ORARI
Stagione 2022
Periodo scolastico: aperto mercoledi, sabato e domenica, dalle 13:00 alle 18:00 Vacanze scolastiche: aperto 7 giorni su 7, dalle 13:00 alle 18:00 (dalle 11:00 alle 19:00 in estate)
TARIFFE
Intero: 8 €
Ridotto*: 6 € Ragazzi (6-25 anni): 5 €
Pass 2021:18 €
Ingresso gratuito fino a 6 anni
Famiglia (2 adulti e 2 ragazzi): 20 € Gruppi: contattaci
*Portatori di handicap, disoccupati, ragazzi dai 6 al 25 anni studenti
Per beneficiare delle migliori condizioni di visita, si consiglia caldamente di prenotare in anticipo recandosi sul sito internet: www.musee-gergovie.fr

L’Altopiano di Gergovia

Dallo spettacolare belvedere dell’altopiano di Gergovia si può ammirare un panorama a 360° sui vasti paesaggi dell’Alvernia. Settanta ettari di natura maestosa si offrono alla vista, dal massiccio del Sancy all’altopiano del Cézallier, passando per la Catena dei Puys e la Faglia di Limagne, recentemente iscritte al patrimonio mondiale dell’UNESCO. Incamminarsi per sentieri dell’Altopiano è anche un viaggio nel tempo. Gergovia entrò nella storia grazie alla penna di Giulio Cesare che nel De Bello Gallico racconta la cocente sconfitta che gli inflisse Vercingetorige nel 52 a.C.. Questo sito della Gallia, riscoperto nel XVI secolo, fu oggetto nel XIX secolo di scavi archeologici che misero alla luce le spettacolari vestigia dell’oppidum arverno.
Museo Gergovia_belvedere sui Puy
Museo Gergovia_belvedere sui Puy

L’altopiano di Gergovia in cifre:

  • 70 ettari di natura
  • 750 m di altitudine
  • 2000 anni di storia
  • un panorama a 360° sull’Alvernia
  • 250 mila visitatori l’anno

Un luogo storico

Seguendo i sentieri dell’Altopiano di Gergovia ci si immerge nella battaglia che oppose Vercingetorige a Giulio Cesare, celebre episodio del De Bello Gallico. Una passeggiata che è anche l’occasione di scoprire la storia degli Arverni,, questo importante popolo della Gallia che elesse Gergovia a sua capitale.
Museo-Gergovia_pesi
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Gergovia, Vercingetorige e l’umiliazione di Cesare
Dal 58 al 51 a.C. Giulio Cesare intraprende la campagna di Gallia con l’ambizione di consolidare il suo potere al Senato di Roma. Tra le circa 60 popolazioni che si dividevano all’epoca questo territorio, gli Arverni, popolo ricco grazie al fertile suolo vulcanico che occupano, sono uno dei più potenti.
Nel 52 a.C., Vercingetorige si ribella a Giulio Cesare che si è già impossessato di una parte della Gallia. Il giovane condottiero arverno attira Cesare, e le sue 6 legioni (36000 uomini), verso le sue terre, a Gergovia. Le truppe dei Galli sono così superiori in numero che Vercingetorige è costretto a disporte sui pianori attorno all’oppidum (roccaforte del Galli).
Museo-Gergovia_filmato-interattivo-della-bsttaglia
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Cesare dispiega il suo “Grande Campo” a sud-est della città. Si impossessa, in una notte, di un accampamento presidiato dal Galli sulla collina di Roche Blanche, l’accampamento minore, e fa scavare una doppia fossa, che congiunge l’accampamento maggiore con il minore, in modo da costituire un camminamento protetto da palizzate per i soldati che volessero spostarsi da un campo all’altro in sicurezza.
Museo-Gergovia_filmato-interattivo-della-battaglia
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Cesare, per ingannare il nemico, simula un attacco da ovest con dei mulattieri travestiti da soldati. I Galli radunano allora le loro truppe su questo versante dell’oppidum per rinforzare le difese. Nel frattempo, Cesare sferza il suo attacco sul fianco opposto, a sud, con tre legioni che sopraggiungono ai piedi delle mura.
Ma i Galli, allertati da messaggeri, lanciano la cavalleria in direzione degli assalitori e compiono una strage tra legionari. La confusione è al culmine quando arrivano gli Edui, alleati dei romani, confusi con il nemico. Ai piedi dell’oppidum, due legioni l’elite si posizionano per arrestare il contrattacco dei Galli, ma Vercingetorige invece di arrischiarsi in un combattimento in pianura, dove sa che romani sono superiori, riporta le sue truppe sulle alture.
Cesare ammette di aver perduto 700 uomini e 46 centurioni e, non potendo rilanciare un attacco. abbandona il campo di battaglia. Dopo questa vittoria Vercingetorige è eletto capo supremo dei Galli, prima di venire a conoscenza della disfatta di Alésia che metterà fine alla guerra del Galli e alla loro indipendenza.

Quando Gergovia era la capitale degli Arverni

Museo-Gergovia_macina
Museo-Gergovia_macina

Situato a 750 m di altitudine e di difficile accesso, l’Altopiano di Gergovia aveva tutte le caratteristiche per diventare una roccaforte naturale. Gli Arverni, popolazione della Gallia che occupava il territorio dell’attuale Alvernia, lo hanno capito subito e hanno eletto l’oppidum di Gergovia a loro capitale per 70 anni.

E’ per questa ragione che sull’omonimo altopiano sono state rinvenute numerose vestigia dell’occupazione dei Galli prima e dei Gallo-Romani dopo. I visitatori possono ammirare i resti dell’antico santuario, delle mura, delle porte d’accesso, di un quartiere di artigiani nonché di vie e piazze lastricate.
Resti di anfore trovati un po’ ovunque testimoniano la vivacità degli scambi commerciali che esistevano tra Gergovia, gli altri popoli della Gallia e Roma. L’oppidum ha continuato a svilupparsi fino all’inizio della nostra era (dal 10 al 20 d.C.) prima di lasciare il posto di capitale ad Augustonemetum, l’attuale Clermont-Ferrand, situata a una quindicina di chilometri di distanza.

Un belvedere sull’Alvernia

Prima di essere un altopiano, il sito di Gergovia composto da vulcanil Circa 20 milioni di anni fa, un’attività vulcanica particolarmente esplosiva dovuta alla collisione tra magma e acqua porta alla formazione di rocce originali, i peperini.
A Gergovia assistiamo alla formazione di svariati vulcani peperitici creatisi in seguito a eruzioni fissurali. I crateri, anche detti maare, diventano un lago che si prosciuga riempiendosi di sedimenti che saranno successivamente ricoperti da una colata di lava.
Museo-Gergovia_storia-geologica-della-formazione-di-gergovia
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Questo scudo basaltico li proteggerà dalla dinamica erosiva. Qualche milione di anni più tardi, questo fenomeno di erosione differenziale darà luogo all’attuale morfologia dell’altopiano che domina il magnifico paesaggio auvergnat:
  • a est gli altopiani del Forez e del Livradois
  • a ovest la Catena dei Puy
  • a sud-ovest il Massiccio del Sancy – a sud l’altopiano del Cézallier
  • e ovviamente gran parte degli edifici vulcanici da cui trae il suo nome la “Limagne des Buttes” (“butte” in francese significa “collina/rilievo”).

Ricerche Archeologiche

  • XVI° secolo: La riscoperta
Dopo secoli di oblio, è solo nel 1500 che il sito di Gergovia viene identificato da Gabriel Simeoni, erudito fiorentino incaricato di cartografare l’Alvernia. A tale scopo l’italiano si basa sull’antico toponimo di un luogo situato sul versante est dell’altopiano: Gergovia. Nel 1560, Simeoni pubblica una cartina in cui localizza Gergovia sull’altopiano.
  • 1862: Un imperatore sulle tracce di Cesare
I primi scavi significativi sul sito e la scoperta degli accampamenti militari di Cesare risalgono al regno di Napoleone III. In vista della venuta dell’Imperatore, l’agente Aucler dà inizio ai primi scavi grazie ai quali scoprirà la “villa” che porta il suo nome. Più tardi Napoleone III commissiona altri scavi a Eugène Stoffer, che porta alla luce due accampamenti romani ai piedi dell’altopiano di Gergovia e alcune tracce della fortificazione dei Galli. Nel 1862 Napoleone III si reca sull’altopiano di Gergovia. In questa occasione il villaggio di Merdogne cambia nome e diventa Gergovia. Questo episodio segna anche l’inizio della valorizzazione di Gergovia quale luogo emblematico della storia di Francia che porterà, nel 1900, alla costruzione del monumento al valore di Vercingetorige, che è oggi il vero simbolo dell’altopiano,
  • 1930-40: Nuovi scavi di rilievo
50 anni dopo le ricerche imperiali, negli anni 1930 e 1940 vengono realizzate nuove scoperte importanti: fosse, cisterne, un quartiere di artigiani, una porta attrezzata sulle mura occidentali, una “villa” e un santuario rimasto attivo a lungo anche dopo l’abbandono dell’oppidum da parte della popolazione.
  • 1995-2010: Le Ricerche recenti
Le osservazioni realizzate nel XIX secolo sono state confermate da altre ricerche portate avanti tra il 1990 e il 2000 sugli accampamenti di Cesare ai piedi dell’altopiano e sulle cinta murarie di Gergovia, chiaramente risalenti all’epoca della conquista romana. L’interpretazione di queste scoperte non lascia spazio al dubbio quanto alla localizzazione del sito della battaglia. Parallelamente, da alcuni studi approfonditi sul santuario emerge una maggior comprensione del susseguirsi delle diverse fasi di utilizzo di questo luogo di culto, dalle prime disposizioni risalenti al 1° secolo a.C., fino al tempio gallo-romano del III secolo d.C..
  • 2013-2018: Gli ultimi scavi
In questa fase le ricerche si sono concentrate sul settore compreso tra la porta meridionale dell’ oppidum e la grande pavimentazione centrale e hanno permesso di precisarne estensione e datazione e di approfondire la conoscenza delle tappe di sviluppo dell’oppidum arverno nel corso del 1° secolo a.C..

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