Villa Massena

Victor Masséna, nipote del Maresciallo dell’Impero André Massena, affidò nel 1898 all’architetto Aaron Messiah il compito di costruirgli un palazzo nascosto in un parco di 8000 m2 sulla Promenade des Anglais.

Oggi, è  il  « Museo Masséna ».

Il parco è stato pensato da Edouard André, che ha profondamente modificato l’arte paesaggistica della fine del XIX° secolo con i suoi scritti e le sue realizzazioni.

André ha affiancato svariate aiuole di fiori e di sempreverdi (pittosporo e bosso) ad una vegetazione più lussureggiante, di palme, di cycas e di aranci, sin particolare. Ha creato dei viali che si declinano tra gli spazi alberati e offre ai visitatori un’ombra fresca e piacevole, molto apprezzata dai nizzardi.

Nel 2007, un restauro molto attento dei giardini storici ha contribuito  a restituire un magnifico scrigno di vegetazione a questa bella dimora aristocratica. Si articola in tre parti: il cortile d’onore a nord, il giardino francese sul lato est e il gran parterre a sud della villa.

Degli spazi accademici che hanno tuttavia ritrovato un’ispirazione « all’inglese ».

 

I Giardini del Monastero di Cimiez

Nel 1546 i Francescani dell’Osservanza si stabilirono a Cimiez. Là, su quella collina che i Romani avevano scelto per la capitale della Provincia della Alpi Marittime, i frati crearono un giardino a scacchiera, seguendo le direttive di Alberto Magno (1193-1280) per i giardini monastici.
Lo schema di questi 9 550 m2 di orto e di frutteto non fu peraltro modificato dalla sua fondazione, facendo del giardino del monastero uno dei più antichi, se non il più antico di Nizza.

Le tre delimitazioni tradizionali:medicinale, ornamentale e orticolo sono tuttora visibili.

Ua testimonianza della storia nizzarda. Acquisito in cattivo stato dal comune negli anni 1920, è Auguste-Louis Giuglaris che ne supervisionò il restauro.

Vasto spiazzo diviso in due da un largo viale, il giardino è fiancheggiato da un pergolato di roseti rampicanti. Gli agrumi, aranci, limoni e mandarini, costellano il prato e il parterre di fiori lungo i viali, accanto a specie mediterranee come l’ulivo o il cipresso.

Una piccola terrazza più intima si apre più in basso, ornata da una fontana
e da vasche, e offre un panorama eccezionale sulla valle del Paillon e, in
lontananza, sul mare.

Villa Arson

La Villa Arson ospita oggi la Scuola Nazionale Superiore d’Arte e un Centro Nazionale di Arte Contemporanea.
La villa deve il suo nome a Pierre-Joseph Arson che acquistò agli inizi del XIX° secolo la villa e l’attigua tenuta di 6 ettari.

Esteta, Arson inizia ad abbellire i luoghi, e trasforma l’azienda agricola in giardino di charme di
ispirazione italiana.

Diventata successivamente hotel poi clinica, la villa, di cui non resta praticamente più nulla, viene ceduta allo Stato nel 1943 per soddisfare la volontà di André Malraux di vedere creata una scuola d’arte internazionale di un genere nuovo.

La Babilonia nizzarda. Fortezza di pietra, d’ ispirazione brutalista, la villa mescola oggi arte contemporanea, architettura e arte del giardino. All’ingresso della costruzione, un giardino si distingue per la sua originalità:cinque cerchi erbosi e pavimentati ciascuno un albero di ogni continente.
Se del periodo originario non rimane più molto se non l’allineamento dei pini e il famoso viale dei cipressi, l’epoca contemporanea non è avara di scoperte. Le opere si integrano così con la vegetazione.

L’architetto Michel Marot ha creato dei giardini pensili su 4500 m2, con tetti a terrazza, dove sono piantati fiori a scarso consumo d’acqua.
Dei patio a cielo aperto costellano di verde l’interno dell’edificio, creando una continua e originale sensazione di « dentro-fuori ».

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