La miniera di Wieliczka

A 20 chilometri da Cracovia, esiste un luogo che attira un’infinità di visitatori, da quando ha smesso il suo ruolo di miniera nel 1996 per diventare un’attrazione turistica. Siamo nel comune di Wieliczka, dove c’è la più antica miniera di sale d’Europa. Nel passato ha accolto re, imperatori, presidenti e uomini di cultura di tutti i tempi e ad oggi è stata visitata da più di 41,5 milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo.

Probabilmente Jules Verne, prima di scrivere il suo celeberrimo “Viaggio al centro della Terra”, visitò Wieliczka, rimanendone stregato, e da essa potrebbe aver tratto  la fortunata ispirazione.

L’eccezionalità e la bellezza di questa miniera è il frutto del capriccio della natura creatasi circa 20 milioni di anni fa, ma è anche l’opera di sette secoli di sudore di semplici minatori: un mondo sotterraneo fatto da più di 2000 caverne e 250 km. tra gallerie e cunicoli. E’ cresciuta lentamente, fino a raggiungere le proporzioni di un mostro da 10 milioni di metri cubi, una “montagna” alta 350 metri, tutti sotto terra.Temperatura:13 gradi. Umidità 90%. Una miniera, certo. Ma anche un museo delle tecniche minerarie, un tempio di tesori artistici, un teatro di incredibili fenomeni naturali. Per muoversi nei suoi interminabili labirinti serve una guida con mappa e per visitarla interamente occorrerebbero settimane.

Wieliczka- Cattedrale nella miniera
Wieliczka- Cattedrale nella miniera
La storia della miniera

Per trasportare tutto l’oro grigio estratto faticosamente nel corso di sette secoli occorrerebbe un treno di lunghezza pari a circa un quinto del diametro della Terra all’Equatore.

La pericolosità del lavoro spingeva i minatori ad una religiosità ancora maggiore di quella manifestata in altri ambienti sociali, per cui furono costruite, anzi scavate nel sale, all’interno delle immense viscere del suolo, numerose cappelle dove celebrare i riti sacri. Quando, nel 1657, andò in fiamme uno di questi altari, la commissione reale vietò di adornarle con figure e quadri che fossero facilmente infiammabili. Paradossalmente, fu proprio grazie a questo divieto che nacque l’originale tradizione di scolpire il sale, coltivata nella miniera ormai da 3 secoli.

Altare della Cattedrale di Sale - Wieliczka
Altare della Cattedrale di Sale

La creazione più importante di questi artisti autodidatti è l’ammirevole, bellissima e maestosa cappella dedicata alla beata Kinga, alla quale una leggenda attribuisce la scoperta dei giacimenti di sale di Wieliczka. La “Signora del Sale” è ricordata in ogni angolo della miniera. La chiesa a lei dedicata -che per le sue misure sarebbe più giusto chiamare cattedrale – è di uno splendore mozzafiato: le pareti sono ornate da altari, bassorilievi, crocefissi, reliquari, cappelle laterali e gallerie per il coro e l’orchestra: il tutto rigorosamente scavato nella roccia salina.

Wieliczka -Le nozze di Cana
Wieliczka -Le nozze di Cana

La luce di sei enormi candelieri, anch’essi di sale, riscalda l’illumina il pavimento, lavorato in modo da sembrare piastrellato. Uno spettacolo unico, reso ancora più emozionante dalle dimensioni titaniche di tutta la struttura: 55 metri di lunghezza, 18 di larghezza e 12 di altezza.

Wieliska _ L'ultima-cena-scolpita-alla-parete
Wieliska – L’ultima-cena-scolpita-alla-parete

Il vero protettore dei minatori però è Skarbnik il tesoriere, un leggendario, misterioso spirito, protettore del tesoro della miniera, il sale. Appare in molti racconti che circolano in questo luogo, benché lo si incontrasse piuttosto raramente e solo nelle parti più deserte.

Il Tesoriere non era uno spirito maligno, ma la sua apparizione in una zona della miniera annunciava un disastro imminente.

Wieliska -la Fuga in Egitto
Wieliska -la Fuga in Egitto

Il maggior problema, oltre che dagli allagamenti, era costituito dal fuoco e dalle esplosioni sotterranee: il gas metano si sprigionava rapidissimamente soprattutto dai giacimenti appena aperti e si accumulava sotto le volte negli scavi poco ariosi. Per prevenire le esplosioni bisognava bruciarlo spesso e sistematicamente: chi se ne occupava erano i “bruciatori di gas”, che indossavano una semplice gabbana con cappuccio, per proteggersi dal fuoco. L’operazione doveva essere eseguita strisciando al suolo su ginocchi e gomiti, per non provocare bruschi spostamenti dell’aria: era il mestiere più pericoloso della miniera e chi lo eseguiva veniva soprannominato “penitente”.

La cattedrale della miniera di Sale di Wieliczka
La cattedrale della miniera
Le leggende della miniera

Alla fioca luce delle lucerne, i corridoi della miniera risultavano oscuri e misteriosi, esaltando l’immaginazione: è per questo che moltissime grotte della miniera sono popolate da nani e folletti, come quei due che oggi danno il benvenuto ai turisti. Uno ha il sorriso cordiale e la barba lucida, tanto che ci si chiede il perché: ebbene, questo gnomo ama aiutare le ragazze nubili che desiderano maritarsi, purché esse gli diano un bacio sulla barba. Se ciò sarà ben fatto, sicuramente incontreranno il loro “principe azzurro”. Molte ragazze tornano spesso a ringraziarlo, ecco perché la sua barba è tanto lucida. L’altro gnomo, invece, invidioso, ha una brutta smorfia sul volto. E’ probabile che anche i fratelli Grimm abbiano tratto ispirazione per la loro “Biancaneve” da una delle numerose leggende della miniera, come quella che narra di una tribù di nani di sale che proteggevano il tesoro della miniera e avvertivano i minatori dei pericoli imminenti: anch’essi avevano una principessa, la “Signorina Bianca”. Info: www.minieradisalewieliczka.it

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