Non è facile parlare delle Marche senza emozionarsi. Ma quando si ha il privilegio di incontrare una rara gemma naturale come il piccolo ed elegante Parco di San Bartolo, la favella, dopo un primo moto di stupore, riprende lena e desiderio di ricomporsi.

A ridosso della costa adriatica, nella provincia di Pesaro e Urbino, tra  Gabicce Mare e il comune di Pesaro, si annida un territorio, protetto dal 1994, di circa 1600 ettari.

Parco di San Bartolo
Parco di San Bartolo – Archivio San Bartolo

Il luogo è ondulato e  verde, ornato di  falesie punteggiate di grotte, allineate su dodici chilometri di costa. Speroni a picco nel blu  dimora di rapaci; esigue valli e morbidi declivi; castelli, ville storiche e borghi minuti; panorami   spalancati sui flutti dell’Adriatico e tenere linee collinari; grandi cespugli di ginestre fiorite e boschi di conifere; indomiti vigneti, alberi monumentali e sentieri di escursione;  aria trasparente e profumata; cieli alti e chiari; sprazzi arborei ove si aggrappano il  cerro, il  carpino, il nocciolo e l’acero d’Ungheria.

Un delicato salotto naturale,  per quanto in qualche misura antropizzato, che merita di essere conosciuto non solo per il suo ricco patrimonio di flora e di fauna, ma anche per la sua poliedricità. Infatti in questo scrigno segreto il visitatore, cammin facendo, vi scova la storia, l’arte, la poesia, oltre alla bontà dei frutti della terra.

A tratti si scorgono poi veri e propri “paesaggi d’arte”, cioè panorami utilizzati come sfondo nei lavori di Piero della Francesca, Raffaello e Leonardo.

Nella zona protetta scorrazzano la volpe, che frequenta anche le spiagge per nutrirsi degli organismi marini spiaggiati, il tasso, l’istrice, la donnola, la lepre ed il ghiro.  Sono inoltre presenti diverse specie di rettili, anfibi e numerosi uccelli migratori.

Come andare e cosa fare

Si consiglia di visitare il parco a piedi o in bicicletta. Per percorrere i sentieri, occorre un minimo di equipaggiamento e comunque delle scarpe da trekking. Il sentiero 151 percorre  tutta l’area per quasi 20 chilometri, incrociando  tutte le piste. Si possono fare delle belle passeggiate di durata molto variabile, a seconda del tempo e delle forze a disposizione . Per rifocillarsi ci si può fermare nei borghi che si incontrano qua e là nella zona.

 

I Borghi, le Ville

Alle pendici del colle San Bartolo, se si entra nel parco dal lato di Pesaro, si profila un cimitero ebraico del 1600.  Più a Nord spunta il Monte Castellaro, su cui cresce un affascinante campo di ginestre in salita che finisce a strapiombo sulle falesie.

Nelle immediate vicinanze, arroccata a una scogliera, la gioiosa Fiorenzuola di Focara: minuscolo borgo medievale fortificato tra il 1000 e il 1200, reso immortale dai versi di Dante (Inferno, canto XVIII) legati a un fatto avvenuto sul mare antistante. Se brontola lo stomaco, niente paura: a pochi metri dall’ingresso della fortezza, a duecento metri sul mare, c’è un’ottima piadineria chiamata Piadenzuola.

 

Dal vicino sentiero degli innamorati, si scende nella spiaggia libera, che è sabbiosa, incontaminata e selvaggia. Distesi comodamente sui bianchi granelli, capita di vedere i delfini.

A poca distanza il complesso residenziale d’età tardo romana di Colombarone, da cui si vede benissimo anche il castello di Gradara, in cui si è svolta la struggente  vicenda di Paolo e Francesca, anch’essa descritta magistralmente dal sommo Poeta (Inferno, canto V).

Poco sopra il livello del mare, Casteldimezzo, balcone naturale e punto di osservazione del territorio circostante. A seguire, l’altopiano della Montagnola, Porto Baia Vallugola e infine Gabicce Monte, l’antico Castrum Ligabitii.

Al calar della sera, sulla sommità di una scogliera a strapiombo  sul mare,  si può sorseggiare un aperitivo accanto a una vigna aggrappata alla roccia. L’esperienza è da provare. La fattoria Mancini si trova a qualche minuto da Fiorenzuola di Focara.

Il mare del San Bartolo
Il mare del San Bartolo – foto di Luca Manieri

L’intrigante varietà del territorio, seguito con grande impegno dal presidente dell’Ente parco Davide Manenti coadiuvato da un biologo belga, Laurent  Sonet, è espressa simbolicamente  da due gioielli architettonici che svettano  sul Monte di San Bartolo: Villa Caprile e Villa Imperiale.

Edificata dal 1640 e poi ampliata nel settecento, Villa Caprile è circondata da un giardino all’italiana arricchito da giochi d’acqua.  Antica  sede di rappresentanza dei  marchesi Mosca, fu luogo di delizie e di vivace e ludico passato nobiliare. Ha ospitato personaggi del calibro di Napoleone Bonaparte, Giacomo Leopardi,Giacomo Casanova e Stendhal. Nel complesso secentesco,  che conta anche 25 ettari di terreno coltivato e boschivo, è ospitato l’Istituto agrario A. Cecchi. Si è al cospetto di una bellissima, longeva e prestigiosa realtà didattica che prepara alla professione e alla vita. La scuola agraria produce anche vini deliziosi e un ottimo olio. Cornice ideale per  eventi, cerimonie e programmi di scambio di studenti.

Villa Caprile
Villa Caprile

A poca distanza, immersa  nella vegetazione,  sorge Villa Imperiale. Si tratta di  una delle più belle residenze rinascimentali della zona, che risale alla seconda metà del 1400. Commissionata da Alessandro Sforza, fratello del più famoso Francesco, nel tempo ha assunto una dimensione “doppia”. Infatti, in una seconda fase, l’edificio, già riccamente affrescato da noti pittori, fu ampliato dai Della Rovere che vi aggiunsero un nuovo complesso rispetto a quello preesistente: da casino di caccia di taglio difensivo venne trasformato in luogo ideale di vita cortese, ideale per assolvere ad amene funzioni, tipiche delle corti rinascimentali.

Villa Imperiale
Villa Imperiale, interni

E’  inoltre disponibile una app gratuita e molto completa, la San Bartolo Experience, che consiglia i percorsi più belli.

In definitiva nelle Marche, anche un piccolo territorio come quello del San Bartolo può rappresentare una dolce sorpresa per grandi e piccini. L’ingresso nel parco è gratuito, ma è possibile effettuare delle donazioni. In cambio si riceve un’originale borsa di design realizzata da Brandina (marcomorosini.com).

Per maggiori informazioni: parcosanbartolo.it/.

 

parco San Bartolo

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