Dal 30 ottobre al 4 novembre le vie del Vomero, il famoso quartiere collinare di Napoli, ospiteranno la rassegna 2018 di Vomero Chocoland – La Terra dei Golosi. Un Halloween dal sapore dolce nelle eleganti Via Luca Giordano e Via Scarlatti con laboratori, show cooking, fabbrica del cioccolato, animazione per bambini e già un’anticipazione natalizia con qualche “assaggio” di pastori e presepi.

La festa del cioccolato a Napoli è un mix di sapori e cultura: accanto ai classici stand di cioccolato che offrono dolci al bicchiere e cioccolato in varie forme è possibile ammirare la tradizione napoletana vestita di cacao: corni e spaghetti, Pulcinella, ferri di cavallo e sfogliatelle, babà e pastiere, perfino la tombola natalizia con tanto di cartelle e paniere, sempre tutto rigorosamente al cioccolato.

Gli stand di Vomero Chocoland

Ma per chi voglia assaporare un Halloween dal gusto esoterico, tralasciando il dolce del cioccolato vomerese, non resta che addentrarsi nelle strette vie del centro storico raggiungibile in poco meno di mezz’ora con metrò e funicolari.

Già le origini di Napoli sono da ricondurre ad un mito esoterico: la morte della Sirena Partenope, sconfitta dal prode Ulisse che non si era lasciato ammaliare dal suo canto, crea il lungomare di questa terra, col suo addormentarsi eterno sulla riva che ne prende la forma. Una morte dunque da cui scaturisce una nascita. La Napoli greca del mito è per l’appunto l’attuale Via Partenope dove si affacciano i più importanti hotel della città, dal Vesuvio al Royal, i cui ospiti ogni giorno possono svegliarsi in una cornice da cartolina con al centro il Golfo e il Castel dell’Ovo.

E’ proprio il Castel dell’Ovo il protagonista di un’altra leggenda dai tratti esoterici legata alla figura di Virgilio Mago. Si narra che il poeta latino Virgilio, vissuto a Napoli per un lungo periodo di tempo, fosse anche un alchimista e per questo motivo già guida di Dante nell’Inferno e nel Purgatorio della Divina Commedia. La leggenda narra che Virgilio pose un uovo all’interno di una caraffa piena d’acqua a sua volta posta dentro una stanza sotterranea segreta del castello dell’isolotto di Megaride. Se l’uovo si fosse rotto, una grave disgrazia si sarebbe abbattuta sulla città. Oggi la tomba di Virgilio si può visitare nel parco a lui dedicato nel quartiere di Piedigrotta e ovviamente l’uovo… non è mai stato ritrovato!

Il Castel dell'Ovo visto dall'Hotel Royal Continental
Il Castel dell’Ovo visto dall’Hotel Royal Continental

Nel periodo greco-romano la città si estese verso l’interno, senza comunque mai abbandonare il mare, dando vita alla città nuova, Neapolis ( da cui l’odierno nome della città ) che la distingueva dalla vecchia Partenope. Neapolis era tutta la parte attuale del centro storico a partire dal Molo Beverello, con pianta romana fatta di decumani e cardini dove si alternavano case, luoghi di culto ed edifici pubblici. Il centro storico napoletano ha mantenuto la specificità greco-romana con un connubio tra antico e moderno dove il moderno non surclassa l’antico ma anzi ci si ispira e vi si integra. E’ possibile addentrarsi nei tanti vicoletti del centro animati da confusione e buonumore, passeggiare dai Tribunali a Spaccanapoli, da Piazza Dante a Piazza del Gesù, da Mezzocannone a Piazza San Domenico maggiore in un tripudio di voci, canti popolari, artisti di strada, panni stesi al sole,  profumi e sapori. Sfogliatelle calde, pizze appena sfornate piegate “a portafoglio”, cartocci di crocchè e pasta cresciuta ( “cuopp ”) o di piedi di maiale ( “per e muss” ) sono parte della cultura partenopea da gustare rigorosamente on the road, un tradizionale cibo da strada per godersi la città senza perdere troppo tempo seduti al tavolo e senza spendere una fortuna.

Tra questi vicoletti si vedranno ergersi tra i vari negozietti di artigianato locale e mercanzie, tra pescivendoli ed erbivendoli, pasticcerie e baretti, imponenti chiese barocche e rococò con eleganti scalinate, affreschi e qualcuna anche con un plus magico ed esoterico. E’ questo il caso della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, sita ai Tribunali e famosa per aver conservato al suo interno le “capuzzelle”, teschi di persone povere, le anime pezzentelle a cui dal ‘600 si diede sepoltura qui e nel cimitero delle Fontanelle, famoso sito tra Materdei e la Sanità. La tradizione vuole che i napoletani andassero a chiedere grazie e intercessioni a queste anime portando fiori e doni. In particolare negli anni è stata molto venerata Lucia, l’anima pezzentella morta insieme a suo marito in un naufragio. Ancora oggi è possibile riconoscere tra i vari teschi quello di Lucia che ha conservato, si dice per miracolo, i suoi lunghi capelli biondi. Durante la prima e la seconda guerra mondiale le povere mamme napoletane venivano in questi luoghi a chiedere alle pezzentelle di far tornare a Napoli sani e salvi i figli partiti per il fronte.

Dettaglio ingresso della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco
Dettaglio ingresso della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Per le donne in cerca di gravidanza invece non può mancare una devota seduta sulla sedia di Santa Maria Francesca dalle Cinque Piaghe, ai Quartieri Spagnoli. Sono tante le aspiranti mamme che accorrono in quella che fu la casa della Santa definita ormai la “Santa delle Mamme”.

Ma non solo Virgilio, anime pezzentelle e sedie ingravidanti, l’esoterismo a Napoli è qualcosa che si respira nell’aria: corni, teste d’aglio, ferri di cavallo, qui la scaramanzia la fa da padrone, perfino la sfogliatella nasconde segreti esoterici. Lo stesso quartiere Forcella prende il nome dalla forcina che si utilizzava per individuare dove sarebbe stato più proficuo costruire case in base al flusso magnetico che captava dalla terra. Un flusso magnetico dunque, una percezione sensoriale più accentuata e forte caratterizza Napoli e i napoletani e pare che venga proprio dalla terra anzi da sotto terra per la presenza della lava del Vesuvio, il vulcano dormiente ma vivo, che guarda la città borbottando sotto sotto ma che non osa più arrabbiarsi né esplodere sottomesso alla forza e all’autorità del suo padrone: San Gennaro, il Santo il cui sangue si liquefa ogni 19 settembre, per fede o per alchimia, ma che di certo protegge Napoli e i napoletani dovunque si trovino da qualsiasi forma di maligno che provenga da ogni dove, luoghi o anime che siano.

Panorama di Napoli dalla collina di Posillipo
Panorama di Napoli dalla collina di Posillipo

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