Tutti sanno che Roma è un museo a cielo aperto ed è quindi molto stimolante svolgere lezioni di storia direttamente sui luoghi in cui essa si è svolta.

E’ quello che hanno fatto le classi 3DL e 3AS del Liceo Ettore Majorana di Roma, recandosi a maggio nei pressi del quartiere Trastevere per visitare Villa Farnesina, una delle più nobili realizzazioni del Rinascimento Italiano.

Gli alunni hanno condotto una vera e propria “flipped classroom” nella villa, guidando compagni e  professori nei meandri della struttura cinquecentesca.

Villa Farnesina
Villa Farnesina

STORIA DI VILLA FARNESINA

La Villa fu costruita dal 1506 al 1512 da Baldassarre Peruzzi su commissione del ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi, grande mecenate e personaggio di spicco nella Roma di inizio Cinquecento. E’ riccamente affrescata da alcuni dei maggiori artisti dell’epoca, tra cui lo stesso Peruzzi, il Sodoma, Raffaello Sanzio e Sebastiano del Piombo.

Con la morte del Chigi, nel 1520, la villa decadde e con lei anche gli arredi e le opere d’arte.

Dal 1927 appartiene allo Stato italiano, che l’ha fatta restaurare nel 1929-1942 per destinarla all’Accademia d’Italia.

ARCHITETTURA

L’edificio è costruito su due piani ed ha una innovativa pianta a ferro di cavallo, che si apre verso il giardino con due ali tra cui è posta una loggia a sua volta composta da cinque archi, attualmente chiusi da vetrate protettive per la salvaguardia degli affreschi.

La loggia serviva da palcoscenico per le feste e le rappresentazioni teatrali organizzate dal proprietario. Il giardino all’italiana che completava la villa è stato molto alterato nel tempo.

La villa era completata con un padiglione separato ad uso forse di scuderie ed il cui progetto è attribuito a Raffaello.

RITROVAMENTI ARCHEOLOGIGI SOTTO VILLA FARNESINA

La Villa Farnesina è interessata anche da ritrovamenti archeologici localizzati sotto una parte del giardino, dove è stata ritrovata, nel XIX secolo, una lussuosa casa, risalente all’epoca augustea, che si ritiene possa essere stata la residenza di Marco Vipsanio Agrippa e Giulia maggiore.

I GIARDINI DI VILLA FARNESINA

All’interno dei giardini troviamo una rappresentazione di piante molto vasta come piante di mais, gli zucchini, la zucca, il fagiolo, piante da frutto. Queste rappresentazioni furono create a scopo di stupire il visitatore e di far vedere la magnificenza e la raffinatezza del proprietario del palazzo.

Ad oggi possiamo ammirare solo un piccolo lembo della parte settentrionale del giardino della villa.

Giardini di Villa Farnesina
Giardini di Villa Farnesina

Sul retro dell’edificio si può accedere al “giardino segreto”, la cui disposizione si ispira a quello di tipo cinquecentesco. Questo viene separato, per mezzo di una siepe, dal “giardino di rappresentanza”, che è quello principale. Quest’ultimo si estende a sud fino a un tratto delle Mura aureliane che costituisce uno dei pochi resti della cinta muraria che sorgeva sulla riva destra del Tevere.

Purtroppo, però, il lato verso il fiume è andato perduto nei lavori di ristrutturazione e sistemazione effettuati alla fine dell’Ottocento.

Dopo un importante intervento di restauro, alcuni esemplari di alberi hanno trovato il loro posto nella disposizione otto-novecentesca, come pini e altre specie utili e ornamentali, ma anche specie arbustive ed erbacee perenni, che compongono la variegata e colorata fascia lungo l’antico muro farnesiano.

Inoltre un insieme di reperti archeologici e statue come elementi decorativi contribuisce a testimoniare la ricchezza di questo ambiente piacevole, nel cuore di Trastevere.

I DIPINTI DI VILLA FARNESINA

LA VOLTA DELLA LOGGIA DI GALATEA 

La volta della Loggia di Galatea è un’opera del senese Baldassarre Peruzzi.

Al di sotto corrono le lunette dipinte con temi legati alle passioni umane ed ai pericoli connessi di Sebastiano del Piombo.

Il tema degli affreschi di Baldassarre Peruzzi è l’oroscopo del padrone di casa Agostino Chigi, che nacque sotto il segno del Sagittario.

L’affresco è un intreccio indistricabile di colti e raffinati richiami decifrabili solo da un astrologo provetto. Iniziando dal centro la prima scena rettangolare racconta il mito di Perseo che uccide Medusa e successivamente libera Andromeda dalla quale prese il nome la costellazione.

La scena accanto narra il mito di Callisto. Questa ninfa, amata da Zeus, al momento della morte si trasformò nella costellazione dell’Orsa Maggiore.

Tutt’intorno si alternano affreschi conchiusi in vele ed esagoni.

Volta della Loggia di Galatea
Volta della Loggia di Galatea

Negli esagoni sono rappresentate le posizioni delle costellazioni rispetto ai pianeti nel giorno della nascita di Agostino Chigi, mentre nelle vele sono dipinte le costellazioni dalle quali un astrologo potrebbe dedurre l’ascendente di Agostino, ovvero la Vergine.

L’esagono ritrae Ercole e il leone Nemeo. Il segno zodiacale al quale si allude è il Leone. La vela a destra simboleggia la costellazione del Cane. La vela a sinistra la costellazione del Cratere.

Esattamente dal lato opposto della sala, nell’esagono, è rappresentato il ratto di Ganimede che allude al segno zodiacale dell’Acquario e così via fino a contare ventiquattro tra vele ed esagoni.

TRIONFO DI GALATEA 

Il famoso affresco di Raffaello Sanzio, il Trionfo di Galatea, realizzato intorno al 1512, è uno dei dipinti più importanti del pittore e ad oggi conservato nella Villa Farnesina.

L’affresco rappresenta la ninfa Galatea che cavalca un cocchio a forma di capasanta trainato da due delfini e guidato dal fanciullo Palemone.

Villa-Farnesina_Galatea-di-Raffaello-Sanzio
Villa Farnesina_-Trionfo di Galatea di Raffaello Sanzio

È circondata da un festoso corteo di divinità marine e vigilata, in cielo, da tre amorini pronti per scagliare dardi amorosi contro di lei; un quarto putto, nascosto dietro una nuvola, simboleggia la castità dell’amore platonico.

Il movimento del manto gonfiato dal vento, accompagnato da quello dei capelli, è ripreso dal gesto della vicina nereide, che solleva un braccio mentre è rapita da un tritone.

I corpi possenti delle figure dimostrano influssi di Michelangelo, addolciti però dal senso della misura del Sanzio e dalla dolce naturalezza dei suoi personaggi, tra cui spiccano soprattutto gli amorini, ma anche la stessa Galatea, serena e aggraziata.

La composizione è perfettamente misurata, con un ritmo danzante e vorticoso, dominato da Galatea avvitata su sé stessa.

Ispirandosi ai modelli romani antichi, Raffaello ricreò una mitica classicità, utilizzando toni cristallini e preziosi, quasi irreali.

IL POLIFEMO (realizzato da vitaletti)

Situato accanto al Trionfo di Galatea di Raffaello, con il quale è in continuità iconografica, si trova il Polifemo, un’opera dell’artista Sebastiano del Piombo.

Il protagonista dell’opera è Polifemo che seduto sulle coste sabbiose della sua isola, in una monumentale torsione, rivolge il proprio sguardo malinconico verso il mare.

Il ciclope è accompagnato da un cane e nelle sue mani tiene un bastone ed un flauto di pan.

Villa Farnesina, il Polifemo, un’opera dell’artista Sebastiano del Piombo
Il Polifemo, un’opera dell’artista Sebastiano del Piombo

Per la rappresentazione di quest’opera, Sebastiano si ispira a Giorgio di Castelfranco, esponente del colorismo veneziano, per esaltare la ricchezza e la densità della veste azzurra del ciclope.

Inoltre si ispira a Michelangelo, che in quel periodo stava dipingendo la volta della Cappella Sistina, per glorificare la maestosa figura di Polifemo.

IL TEMA DI POLIFEMO E GALATEA (realizzato da ponticelli)

Il tema di Polifemo e Galatea è rappresentato su due grandi affreschi posti sul lato interno della loggia. Il primo, Polifemo, è opera di Sebastiano del Piombo. Il secondo, il Trionfo di Galatea, è opera di Raffaello.

In realtà i due personaggi sono un chiaro riferimento alla vita di Agostino Chigi. Infatti, due anni dopo la morte della sua prima moglie conosce Margherita Gonzaga, figlia del marchese di Mantova Francesco II.

Margherita però non riteneva Agostino di levatura sociale adeguata e dunque il matrimonio non si fece.

Gli affreschi di Galatea e Polifemo raccontano proprio questo amore non corrisposto come accadde nel mito, nel quale Galatea non contraccambia l’amore di Polifemo.

Il mito narra che Galatea fosse innamorata di Aci, un giovane bellissimo, e che il ciclope Polifemo, invidioso del giovane e a sua volta innamorato della ninfa, un giorno avesse cercato di attirarla con il suono del suo flauto, senza però riuscirci.

Successivamente si vendicò lanciando un sasso che colpì Aci e lo uccise; in ricordo di quell’amore Galatea trasformò il sangue di Aci in una sorgente che divenne un dio fluviale.

Da un lato Sebastiano rende tutta la rusticità di Polifemo, volto verso il mare e con un flauto in mano, con il quale secondo il mito voleva attirare Galatea; dall’altro lato Raffaello esalta tutta la raffinatezza di Galatea.

Egli sceglie di rappresentare il mito antico in forma classica, come se l’affresco fosse stato realizzato per una residenza della Roma imperiale. Una Galatea che girata verso destra che guida un cocchio a forma di conchiglia trainato da una coppia di delfini.

LE NOZZE DI ALESSANDRO E ROSSANNE (realizzato da pietropaoli)

Le Nozze di Alessandro e Rossane, facente parte di un ciclo di affreschi avente come oggetto scene della vita di Alessandro Magno, è un affresco di Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma risalente al 1519.

Le Nozze di Alessandro e Rossane, facente parte di un ciclo di affreschi avente come oggetto scene della vita di Alessandro Magno, è un affresco di Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma
Le Nozze di Alessandro e Rossane

È situato nella stanza da letto di Agostino Chigi, rappresentato proprio dall’imperatore Alessandro Magno.

La scena rappresentata nell’affresco è uno straordinario tentativo di riprodurre un dipinto del pittore greco Aezione.

Nell’impresa fu anche coinvolto Raffaello, che lavorava anch’egli per affrescare altre sale della villa.

Nell’affresco sono presenti numerosi aspetti simbolici relativi al matrimonio di Alessandro e Rossane che spesso riflettevano il legame tra Agostino e la sua futura moglie Francesca Ordeaschi: dai puttini alati alla fiaccola accesa sostenuta dal dio Imeneo, emblema delle nozze, ritratto alle spalle del seminudo Efestione, compagno del condottiero.

LA LOGGIA DI AMORE E PSICHE 

La Loggia di Psiche si trova all’interno di Villa Farnesina e prende il nome dall’affresco di Raffaello riguardante il mito di Amore e Psiche. Inizialmente era l’ingresso principale della villa, ma successivamente venne chiusa con delle vetrate (1659) durante un periodo di restauro, per proteggere gli affreschi.

Il tema degli affreschi doveva celebrare le nozze di Agostino Chigi avvenute nel 1519 con Francesca Ordeaschi.

La Loggia di Psiche si trova all'interno di Villa Farnesina
La Loggia di Psiche all’interno di Villa Farnesina

Prima di parlare di questa loggia è necessario conoscere il mito a cui si ispira.

Contenuto nella Metamorfosi di Apuleio, uno scritto risalente al II secolo d.C., questa è la storia d’amore tra Psiche, una fanciulla bellissima che però non riesce a trovare marito, e Amore, il figlio della dea della bellezza Venere.

La dea, infatti, gelosa della bellezza della ragazza che stava oscurando la propria, invia il figlio Amore a scoccare una freccia per far innamorare di lei l’uomo più brutto della terra. Egli, però, sbaglia la mira e si punge, innamorandosi perdutamente della fanciulla.

I due vivono una grande passione che si consuma però solo di notte, in quanto Cupido non vuole far sapere nulla alla madre Venere per non scatenare la sua ira.

Psiche, istigata dalle sorelle, ha la curiosità di vedere in volto il suo sposo. Non lo aveva mai visto, perché, come già detto, si incontravano solo di notte. Una notte si munì di lampada ad olio e decise di illuminare il viso di Cupido.

Purtroppo però cade una goccia di olio bollente, che lo ustiona e lo fa svegliare. Lui, deluso per la curiosità della sua amata, scappa. Dopo la fuga di Cupido, la ragazza tenta il suicidio, ma le viene impedito di morire dagli dei. Inizia così a vagare di città in città, alla ricerca del suo Amore perduto.

Ad un certo punto, si imbatte in un tempio di Venere, dove decide di fermarsi per placare le ire della dea. Venere decide di sottoporla a numerose prove, che hanno come premio finale il ritorno del suo amato Cupido.

1) La prima prova consiste nel suddividere un grande mucchio di grano in tante parti diverse. Lei non prova nemmeno a superare la prova, ma piange, e nel frattempo, viene aiutata da alcune formiche nel lavoro.

2) La seconda prova dove Psiche deve recuperare la lana di alcune pecore. Ingenuamente, essa si avvicina a loro ma viene avvertita da un cane parlante che è meglio non provare a toccarle di giorno, perché sono delle belve terrificanti. Grazie al consiglio del cane, Psiche si reca di notte a recuperare la lana che è rimasta incastrata tra gli arbusti.

3) L’ultima prova è la più difficile. Psiche viene costretta a scendere agli inferi per recarsi dalla dea Proserpina, che le darà una boccetta della sua bellezza. Al ritorno, però, in preda alla curiosità, apre l’ampolla e cade in un sonno profondo.

Per osservare al meglio la storia raccontata da questi affreschi, conviene mettersi al centro della loggia con il naso all’insù.

Al centro della loggia scoprirete che gli affreschi sono composti da due scene centrali, che descrivono il Concilio degli Dei ed il Banchetto Nuziale, e da una serie di scene più piccole, a forma triangolare, che sono in tutto ventiquattro.

Dovete leggerli da destra a sinistra.

Delle ventiquattro scene vedrete che dieci sono costruite con il triangolo che presenta la base verso l’alto, mentre gli altri quattordici sono orientati esattamente al contrario.

Le prime dieci scene descrivono momenti della leggenda di Amore e Psiche che hanno come protagonisti varie divinità, mentre le seconde quattordici rappresentano invece amorini intenti in attività variopinte e spesso scherzose.

Le scene sono inserite in un intreccio di festoni vegetali, che dividono la volta in scomparti.             La presenza degli intrecci vegetali aumenta il senso di continuità tra la loggia ed il giardino; sono infatti riconoscibili ben 200 specie botaniche diverse, tra le quali molte delle piante che venivano esportate dalle Americhe.

La Loggia di Psiche si trova all'interno di Villa Farnesina

La volta è divisa in due grandi storie centrali (il Concilio degli dei ed il Banchetto nuziale), dieci pennacchi e quattordici vele.

Le scene dei pennacchi sono:

  • Venere e Amore

Dove Venere mostra a suo figlio Amore la principessa Psiche, in modo che egli possa indurla ad innamorarsi di un uomo indegno e deforme. È però lui stesso ad innamorarsi della fanciulla.

  • Amore e le Grazie

Qui Amore chiede alle Tre Grazie di intervenire a favore di Psiche affinché venne portata da Zefiro nel suo palazzo.

  • Venere con Cerere e Giunone

Venere, che ha scoperto il legame segreto tra il figlio e Psiche, si sta lamentando con Cerere e Giunone. La dea della bellezza chiede alle due di unirsi a lei per vendicarsi contro la terrestre, ma Cerere e Giunone rifiutano.

  • Venere sul carro

La dea viene portata al palazzo del padre degli dèi da un carro dorato trainato da colombe.

  • Venere e Giove

Qui Venere chiede a Giove di cercare Psiche. La ragazza era introvabile, perché condotta da Zefiro in un magico palazzo, sotto richiesta di Amore.

  • Mercurio

Giove, re degli dèi, incarica Mercurio, il messaggero dell’Olimpo, di andare alla ricerca della giovane Psiche.

  • Psiche trasportata da Amorini

In questa scena, Psiche viene trasportata da due Amorini sull’Olimpo per offrire a Venere la magica ampolla che gli era stata richiesta da Venere in una delle sfide da lei imposte.

  • Venere e Psiche

Al cospetto di Venere, Psiche le dona l’ampolla con l’Acqua della Bellezza avuta da Proserpina.

  • Amore e Giove

Anche Amore si è recato davanti a Giove. Il re degli dèi decide di accogliere Psiche nell’Olimpo come moglie di Amore.

  • Mercurio e Psiche

Mercurio accoglie la futura moglie di Amore nell’Olimpo.

Il racconto, a lieto fine, si conclude con le due scene rappresentate sul soffitto della loggia:

  • Concilio degli dei

Gli dei sono ora riuniti per decidere le nozze di Amore e Psiche. Quest’ultima riceve dal dio Mercurio il nettare dell’immortalità: è diventata una dea.

  • Banchetto nuziale

Nell’episodio finale di questo ciclo di affreschi, Amore e Psiche, l’uno accanto all’altra, siedono al banchetto nuziale, mentre le Ore spargono fiori e le Grazie profumi. Tutti gli dèi presenti al banchetto sono rappresentati in coppia: Giove e Giunone, Nettuno e Anfitrite, Plutone e Proserpina, Ercole ed Ebe, Bacco ed Apollo che, insieme a Pan, suona in onore di Psiche.

La Loggia di Psiche si trova all'interno di Villa Farnesina
La Loggia di Psiche si trova all’interno di Villa Farnesina – particolare dei puttini rubano agli dei i loro simboli

SALA DELLE PROSPETTIVE 

Progettata da Baldassarre Peruzzi, architetto e pittore senese, la sala venne collocata al primo piano della villa, tra la terra e il cielo.

Così, mentre il lato lungo interno, ricorda un grande salone del Rinascimento, gli altri tre giocano con la prospettiva.

Infatti, nei due lati corti Baldassare Peruzzi dipinge due terrazze a colonnato che si affacciano su panorami urbani, mentre sul lato lungo esterno sfrutta quanto si vede naturalmente dalle finestre per affiancargli ulteriori paesaggi dipinti.

In questo caso, infatti, il Peruzzi inserisce un colonnato ed un ulteriore panorama tra ogni finestra. Sono panorami immaginari ma, alle volte, anche reali.

Sulla parete esterna, ad esempio, è rappresentata la Porta Settimiana affrescata nella posizione in cui la potremmo effettivamente scorgere se la vista fosse libera.

Nel corso dei restauri è venuta alla luce, tra le colonne, una scritta in tedesco che testimonia il passaggio dei Lanzichenecchi che bivaccarono nella Villa nel 1528.

Articolo e foto realizzati dalla classe 3DL del Liceo E. Majorana di Roma (AS 2021-22).

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Francesca is a Strategic thinker and a visionary business leader. Marketing / Communications manager, with over 20 years of experience in partnership and business development. She has worked for leading companies such as Wind TLC, ItaliaOnline, Seat PG, Paesionline, Valica and AirBnB. Francesca teaches Marketing in several International school and Universtities (Loyola University, the Rome Study Center of Richmond American University in London, Rome Business School, etc.). She loves to create and distribute cross media format (web-social-radio). To meet the technological challenge of voice search focused in the Travel industry (her great passion), she founds Voicesearch.travel LinkedIn Profile: https://www.linkedin.com/in/barbarancia/

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