Un interminabile lungomare costellato di insegne sfavillanti, luci al neon, palme rigogliose, ristoranti, locali notturni e tavoli imbanditi, gremiti di turisti di tutte le nazionalità. Gente che passeggia spensieratamente ammirando le innumerevoli imbarcazioni ormeggiate alla banchina…No, non stiamo parlando della Costa Azzurra, ma della sua gemella orientale, la Costa Turchese, quei 900 chilometri di costa che sfilano da Bodrum ad Antalya, nel sud-ovest della Turchia.

Costa turchese

In particolare, la perla al centro di questa costa fatta di insenature e baie, tratti di roccia brulla alternati da immense pinete che si spingono fino al mare limpido, punteggiato di gabbiani, è Marmaris. Un’apparizione inattesa, protetta da una profonda baia circondata da un dedalo ricamato di spiagge che lasciano intravedere, qua e là, piccoli villaggi fuori dal tempo.

Costa delle Turchia

Marmaris è senza dubbio la nuova St. Tropez della Mezzaluna e ha vissuto negli ultimi anni una straordinaria trasformazione, mantenendo le antiche caratteristiche e tradizioni del villaggio di pescatori che era fino a poco tempo fa, ma dotandosi di tutte le infrastrutture per la nautica da diporto, ad incominciare da un attrezzatissimo Marina con favolosi alberghi, ristoranti, negozi fornitissimi, per accogliere l’esigente turismo internazionale.

Ai piedi della fortezza medievale dalle cui torri merlate si ammira un panorama mozzafiato, si è sviluppata una vivace schiera di boutique alla moda e di botteghe artigianali, in cui si lavorano come una volta i prodotti tipici del luogo.

Le acque di Marmaris sono animate ad ogni ora del giorno e della notte da decine e decine di imbarcazioni multicolori, che permettono ai viaggiatori amanti del mare  di godersi appieno il fascino di gite quotidiane o di crociere settimanali lungo la bellissima costa, lambita da un mare limpido e tranquillo. Spesso, anche zone archeologiche e turistiche lungo costa vengono raggiunte via mare perché, oltre a offrire panorami indimenticabili, fanno risparmiare tempo e fatica ai guidatori di auto e pullman, data la tortuosità delle strade.

Costa turchese

I caicchi, le tradizionali imbarcazioni turche costruite dai mastri d’ascia come un tempo, hanno avuto in questi ultimi decenni grande fortuna: sono state adottati dal turismo internazionale. E grazie ad alcune sapienti modifiche sono diventati dei confortevoli yacht. La perizia, la buona volontà e la simpatia del personale di bordo fanno il resto, offrendo al passeggero comodità, privacy e buona cucina a prezzi per tutte le tasche.

Tutto ebbe inizio 40 anni fa, quando uno yachtman inglese gettò l’ancora nel porto di Bodrum, dove i maestri d’ascia a colpi di scure e martello sfornavano imbarcazioni fin da quando la cittadina si chiamava Alicarnasso e che diede i natali al grande storico Erodoto. Appena vide un caicco tirato a secco sulla spiaggia, se ne innamorò perdutamente, lo acquistò e lo fece trasformare in un perfetto yacht da crociera, primo esemplare di una lunga genealogia di imbarcazioni che negli anni successivi avrebbero proliferato lungo tutta la costa turca. I moderni caicchi offrono, anche a chi non ha mai messo piede su una barca, il massimo comfort possibile, perché data la loro mole e conformazione reggono benissimo il mare con qualsiasi condizione meteorologica. Lunghi fuori tutto fino a 30 metri, sono dotati di una zona comune al centro, formata da zona pilotaggio-carteggio, cucina e sala da pranzo, con un comodo “sun deck” a prua e un’ampia veranda a poppa. Le cabine sono da 6 a 8, con letto matrimoniale e bagno privato con doccia ed acqua calda. Quindi, massima funzionalità e piacevole vita di bordo!

Caicco

La scoperta turistica della Costa Turchese è dovuta proprio alla fenomenale diffusione del caicco, che permette anche ai comuni mortali di vivere un’esperienza indimenticabile d’intimità con il mare e di vita semplice in una natura intatta. Il paesaggio, formato da un labirinto di insenature, baie e isolotti, spesso coperti da un manto compatto di vegetazione, è cosparso di vaste aree archeologiche, resti di antiche civiltà.

Navigare lungo costa è un continuo ritorno alla storia, un bagno corroborante tra antiche vestigia che spesso occhieggiano a fior d’acqua. Quasi tutte le civiltà mediterranee si sono sovrapposte e si sono accavallate confusamente in questi luoghi, creando le rotte commerciali dell’antichità, cosparse dei resti di migliaia di naufragi: un vero e proprio immenso museo sommerso. La civiltà Licia è quella che ha lasciato più tracce evidenti con addirittura cittadine semisommerse, sarcofagi, templi e anfiteatri che affiorano dall’acqua cristallina. Uno spettacolo suggestivo e incomparabile a cui fa da cornice una natura ora aspra e severa, ora ospitale e lussureggiante.

Bodrum

Luoghi misteriosi e angoli segreti, un tempo conosciuti solo dalle genti del luogo, che oggi grazie alla manovrabilità di queste imbarcazioni possono essere esplorati da chiunque ami il mare e il gusto dell’avventura.

Il caicco permette di raggiungere ogni insenatura, ogni punta, ogni anfratto lungo costa, dove non è difficile imbattersi in numerose testimonianze del passato. L’unica strada costiera, costruita recentemente, si inerpica tra ripide coste, allontanandosi dal mare e dalle zone archeologiche più importanti, lasciandole così inviolate agli atti sacrileghi dell’uomo. Solo via mare si nota un certo movimento, costituito dall’andirivieni di tradizionali imbarcazioni: sono gli abitanti di questi luoghi che trasportano legna o grano nell’entroterra, oppure masserizie ed acqua attinta nelle antiche cisterne greco-romane, sparse intorno a Kekova, l’isola su cui si concentrano gli aspetti più spettacolari della regione, un’area protetta dal 1990. Da Castellorizo e Kas si raggiunge Demre, una singolare isola che protegge il piccolo villaggio di Kalè e di Port Tristomos, nella baia di Uçagiz. Qui, i reperti archeologici greci, romani e di Bisanzio si concentrano sovrapponendosi con vera dovizia: la loro presenza è ovunque persistente e si mescola in maniera talmente naturale alla vita di ogni giorno di questa gente, da far apparire i villaggi come dei musei all’aperto, in cui la storia passata s’è fusa mirabilmente nel presente, creando una sorta di simbiosi. A Port Tristomos e a Kalè molte case sono state costruite usando addirittura come fondamenta le enormi tombe licie a forma di sarcofago, scavate in una pietra durissima  simile al piperino, oppure adoperate come pollaio. Altrettanto utili si sono dimostrati i coperchi a scafo rostrato, utilizzati spessissimo come abbeveratoi per il bestiame, oppure come lavatoi per i panni.

Il periodo migliore per effettuare la crociera in caicco va da maggio ad ottobre, tenendo presente che è indispensabile prenotare con molto anticipo, prendendo accordi con le agenzie specializzate di Bodrum, Marmaris, Fethiye e Antalia, oppure contattando alcune agenzie di viaggio italo-turche in Italia.

Le imbarcazioni più richieste, con o senza skipper, sono la “gulet”, la “aynakic” e il “triandil”. Quest’ultima è la più agile per la navigazione a vela, con linee eleganti, ma spazi piuttosto ristretti. La goletta, in turco gulet, e l’aynakic, ovvero “poppa a specchio”, sono attualmente il tipo di caicco charter più utilizzato, perché progettato per le esigenze di un equipaggio composto anche da persone che non hanno mai posato piede su uno yacht. Ciò significa massimo spazio possibile, comodità, e facilità di vita di bordo.

Per chi soffre il mal di mare o diffida del mezzo, nessun timore. La rotta costiera segue un complesso e ben protetto itinerario. Mare e il famigerato vento “Meltemi”, a stento riescono a penetrare negli ampi e ben sicuri golfi della costa turca, un vero labirinto di oasi marine.  Solo sui capi che si protendono verso l’arcipelago del Dodecanneso, si possono incontrare zone di mare più esposto. Inoltre, la goletta a due

alberi può navigare anche con le vele, ma principalmente viaggia a motore. Data la sua mole e conformazione non s’inclina come uno yacht a vela e risente meno del moto ondoso.

NOTIZIE UTILI

Come arrivare:

Il modo più comodo per raggiungere la Costa Turchese è servirsi dell’ aereo. Arrivati ad Istanbu, si  deve prendere un volo interno per Dalaman, circa un’ora di distanza sia dalla base nautica di Fethiyé sia da quella di Marmaris.

Da qui la migliore soluzione è quella di affittare un’imbarcazione. Ci sono gli yacht a vela e i classici caicchi turchi, che offrono tariffe veramente economiche.

Quando andare:

Per la perfetta riuscita di questa vacanza è bene scegliere le stagioni di mezzo escludendo agosto, mese in cui le coste sono particolarmente affollate. Il clima è comunque tipicamente mediterraneo, con estati calde e inverni miti.

Da tenere presente che per i turchi l’ospite è sacro, tanto che lo straniero è sempre considerato un ” konuk”, cioè un’invitato, da trattare con tutti gli onori. 

La cucina:

Considerata dai “gourmet” tra le più varie e raffinate del Mediterraneo, la gastronomia turca non teme confronti con le migliori cucine europee. Profumata e ricca di spezie, offre una serie di specialità dove i sapori di carne -montone e agnello, soprattutto- convivono con piatti a base di verdura. Un mix assolutamente unico per equilibrio e originalità.

Info: Ente del turismo della Turchia: www.turchia.it 

 

 

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Da sempre appassionato di viaggi, una volta l’anno spariva dalla circolazione per vivere in libertà le sue sudate vacanze, quando era un impiegato, ma non diceva niente a nessuno. Era il suo segreto che voleva tenere nascosto a tutti i colleghi. Quando tornava da questi viaggi misteriosi, aveva profondi e indelebili ricordi che diligentemente fissava sulla sua Super 8 e che condivideva proiettandoli soltanto ai suoi più cari amici. Amava fare il documentarista, quando all’epoca pochi sapevano di questo affascinante marchingegno e tutto sembrava più magico. Poi negli anni ‘70 dopo aver lasciato il lavoro, ha fatto il primo grande viaggio per un reportage fotografico e giornalistico in paesi esotici con sua moglie Simonetta in una roulotte: Da allora non ha più smesso e non si è mai pentito delle sue scelte, lavorando sempre con grandi testate.

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